GENERARE PERCORSI NUOVI

 

Il nostro Dio trinitario ci insegna, nel suo esistere e comunicarsi a noi, che è necessaria una diversità per creare dialogo e relazione ma che tutte le diversità vengono riunite in unità nella COMUNIONE solo grazie all’ AMORE che Cristo ci ha insegnato. Per vivere questo insegnamento le comunità cristiane devono operare nel qui e ora, annunciando, celebrando e testimoniando il Vangelo del Regno, attingendo dalla Scrittura, dalla Tradizione e dal Magistero e raccogliendo le sfide che, di volta in volta, la situazione sociale, culturale ed ecclesiale pone. Proprio perché strettamente ancorata alla storia, la pastorale deve raccontare percorsi mutevoli e sempre innovativi, mai racchiudibili in schemi fissi, validi universalmente.

Perciò il lavoro che si vuole intraprendere non può avere paura delle divergenze, delle latitudini e longitudini in cui

si sviluppano le idee. Non può pensare che un’azione o un’idea sia necessariamente superiore ad un’altra ma si sforzerà di generare percorsi sempre nuovi partendo da quelli che conosciamo già e indagando i segni di futuro presenti nel presente, per discernere comunitariamente strade percorribili oltre i nostri punti ciechi dettati

dall’esperienza e dai paradigmi culturali e scientifici attuali; come una coppia di sposi che conoscendosi genera una nuova vita che è né la somma né la sintesi dei genitori ma è una vera novità creativa, unica nel suo genere e necessaria a tutti.

Per offrire opportunità d’incontro dell’uomo con Dio e di Dio con l’uomo in un preciso e determinato tempo e momento storico è necessario attuare, di volta in volta, un circolo ermeneutico virtuoso nel quale quindi interagiscono teoria e prassi: l’obiettivo della teologia pastorale è da sempre infatti l’attuazione di prassi che permattano con creatività di avvicinare Cristo all’umanità, attraverso percorsi di vita, di formazione, di spiritualità in grado di aprirsi alla vastità e alla dinamicità di questa sfida.

Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo fin dall’origine del cammino avere una metodologia chiara ispirata alle abilità creative: questo ci aiuta a far convivere in ogni progetto tutte le componenti necessarie a poterlo realizzare facendo attenzione a ciascuna e senza sottovalutarne alcuna.
Deve avere momenti formativi frequenti e sempre rinnovabili. Perché ciascuno possa appropriarsi della metodologia correttamente attraverso delle scuole o dei corsi e sappia poi applicarla con la propria personale creatività.
Deve sviluppare sempre ogni progetto in modo CREATIVO e INTEGRATO. Perché non ci si accontenti mai delle routine, si prevenga il calo delle motivazioni personali degli operatori pastorali, si possano avere occhi e orecchi che vedono e odono i segni dei tempi e i cambiamenti nella storia degli uomini e quindi sappiano essere PROFETICI.

Realizzare tutto questo è certamente ambizioso ma è ciò che ci chiede il Signore e la storia che stiamo vivendo rendendoci conto che il mondo intero soffre alla ricerca di un senso che solo Dio può consegnare come ci dice san Paolo.