QUALE CHIESA DAI GIOVANI? IL RETTORE EMERITO DEI SALESIANI DON PASCUAL CHAVEZ OSPITE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA CREATIVITA’

Il nono successore di Don Bosco presente alla giornata di apertura della manifestazione, venerdì 9 marzo 2018

Ospite d’eccezione della giornata di apertura dell’edizione europea del Festival Internazionale della Creatività nel Management Pastorale, in programma per venerdì 9 marzo 2018 presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, sarà il Rettore emerito dei Salesiani, Don Pascual Chavez Villanueva.
Di certo non casuale è la prestigiosa presenza di Don Chavez ad una manifestazione multiculturale incentrata sull’importanza della creatività, che prende spunto dal prossimo Sinodo dei giovani e il cui tema scelto dagli organizzatori è “Quale chiesa DAI giovani?”.

Don Chavez è messicano, nato a Real de Catorce (San Luis de Potosì), zona mineraria nel cuore del nord del Messico, il 20 dicembre del 1947. Dal 2002 al 2014 è stato il nono successore di Don Bosco e ha guidato i Salesiani di tutto il mondo.
Sempre in prima linea nella formazione culturale e religiosa delle nuove generazioni, in particolar modo i meno abbienti, il suo impegno come Rettore Maggiore dei Salesiani è stato infatti quello di sostenere negli oratori e nelle scuole della Congregazione forze e competenze abili ad accogliere giovani di qualunque religione e cultura per sostenerne la crescita come persone.

Nel 2011 don Pascual Chavez, inoltre, scrisse una intensa preghiera a don Bosco affidandogli proprio i giovani: “Padre e Maestro della gioventù, san Giovanni Bosco, docile ai doni dello Spirito e aperto alle realtà del tuo tempo sei stato per i giovani, soprattutto per i piccoli e i poveri, segno dell’amore e della predilezione di Dio. Sii nostra guida nel cammino di amicizia con il Signore Gesù, in modo che scopriamo in Lui e nel suo Vangelo il senso della nostra vita e la fonte della vera felicità”.

Secondo il rettore Emerito, infine, bisogna percorrere la strada indicata da Papa Francesco per cercare di comunicare ai giovani di oggi la bellezza della vita consacrata: “Ascolto empatico, immensa simpatia, accoglienza incondizionata, cordialità vera, apertura d’animo, rinuncia ad ogni tipo di dogmatismo e rigidità, verità avvolta da carità, chiara scelta per l’uomo sofferente, con l’atteggiamento misericordioso di Gesù, portatori della gioia del Vangelo”.

L’importanza della formazione dei giovani, il valore dell’empatia, l’appello a mettere da parte tutte le forme di “dogmatismo” e “rigidità” renderanno sicuramente il contributo di Don Chavez un momento cruciale di discussione e approfondimento rispetto ai temi e alla problematiche del Festival e del Management pastorale.
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